La Gazzetta Chimica Italiana – chi è Ugo Schiff?

Una roba noiosissima, suppongo.

Comunque…………. chi è Schiff? E’ vivo ancora?

 

aula_schiff_400

Qui http://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Schiff dice che è stato lui ha scoprire le immine. Cioè come si condensassero le aldeide e le ammine primarie.

C’è l’aula Ugo Schiff (si legge Sciff comunque!) in via gino capponi, dove c’era l’istituto di Chimica prima. Ora c’è pedagogia credo, roba di Lettere. Hanno ristrutturato tutto. Ci sono state le impalcature per due o tre anni, ora è tutto rinnovato. Ma l’aula Ugo Schiff rimane, come museo però. Io l’ho vista tra l’altro. Ci andavo da bambina perché era proprio l’unico giardino veramente vicino a me, era davanti casa mia! Ci andavo a giocare a pallone al muro, e la gente che ci lavorava ogni tanto si incazzava. C’erano poi altre cose dentro: la macchinetta del caffè dove con pochi soldi potevo raccattare dei dolcini. E poi c’era il giardino interno , quello vicino ai laboratori, dove c’era una gatta coi suoi tre gatti figlioli. Randagi, ma a me piaceva uno e lo portai a casa-anzi furono piùche altro le mani di mia sorella a prenderlo perchè io ero troppo piccina. Lo abbiamo chiamato CHimì, quel povero cristo. Piangeva sempre a casa, facev pipì dappertutto, chiaro che da noi non ci voleva stare e  miagolava straziantemente alle scale, e scendeva o almeno ci provava, e si affacciava sempre alla finestra – a guardare il giardino da dove veniva, ora che ci penso- non era castrato e non l’abbiamo castrato per cui era parecchio agitato, poi io gli rompevo le scatole e lui mi graffiava- comunque sia nessun gatto dovrebbe stare in casa -a meno che non sia nato in casa allora sì magari può trovarsi bene- insomma per farla breve lui è tornato dov’era. Chimì. Mah. Che nome assurdo- non l’ho scelto io, io lo avrei chiamato coi soliti nomi pucciosi. Gli hanno dato il nome gli altri di casa. Vabbè insomma Ugo Schiff è lì. Nel pensiero, almeno.

La prof ha una specie di venerazione per questo Ugo, ne parla con un tono, severo direi. “Non potete non sapere come è stata inventata l’immina, siete dell’università di Firenze! E’ stata scoperta qui! ” e poi parla di questa aula, dove questo professore-scienziato faceva lezione mischiandoci la pratica perchè faceva direttamente dimostrazioni con tanto di cappe aspiratrici (di vapori ) per poter usare provette e solventi vari.

Forse è un’isterica, a dare così tanta importanza a un chimico che del resto non è nè poeta nè naturopata ma si occupa meramente di cose materialistiche che hanno a che fare con la materia. Non è forse più interessante il processo  di guarigione , e allora appassionarsi a qualche medico? No, lei s’è presa con queste cose e poi è finita a insegnare queste cose, che secondo me assomigliano a un giochino della Lego e alla fine o diventano divertenti (per lei) o diventano un incubo labirintico (per chiunque).

Comunque sia.

Cerchiamo di sopravvivere e impararle così non devo più fare l’esame ..

e se dovessi bocciarlo… dopotutto, ormai non mancherà molto prima che lo superi.. insomma……. bho

 

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